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Ittiofauna regionale (pagina in fase di sviluppo)

Trota marmorata

Temolo

Luccio

Alborella

Barbo

Temolo - Thymallus thymallus (Linnaeus, 1758)
Autoctono

Tassonomia
Ordine Salmoniformes, famiglia Thymallidae, genere thymallus. Caratteri diagnostici: Gandolfi et al. (1991) indicano per la sottofamiglia Thymallinae 17 o più raggi nella prima pinna dorsale, denti presenti sui mascellari, orbitosfenoide assente, sopraopercolare assente, corpo fusiforme ed allungato, con capo piccolo e appuntito, pinna dorsale ampia e sviluppata in altezza ed in lunghezza, pinna caudale biloba, scaglie di media grandezza. La sottofamiglia è rappresentata in Italia da un unico genere, Thymallus, ed un'unica specie Thymallus thymallus (Nelson, 1984). Alcuni Autori, Tortonese (1975) tra questi, considerano la sottofamiglia Thymallinae come famiglia distinta.

Habitat
L'habitat caratteristico del temolo è costituito dai corsi d'acqua alpini di maggior portata, dove colonizza i tratti montani inferiori e di fondovalle, occupando preferenzialmente i tratti a corrente medio - veloce con substrato ciottoloso e ghiaioso. Non a caso questi tratti dei corsi d'acqua vengono indicati da alcuni Autori come "zone a trota marmorata e/o temolo" e costituiscono molto spesso ampie porzioni delle aste principali dei maggiori bacini alpini. Thymallus thymallus è rinvenibile anche in alcune risorgive di pianura e in canali artificiali in diretta comunicazione con i corsi d'acqua con habitats adatti per la specie.

Biologia
La riproduzione avviene durante il periodo primaverile, nei mesi di marzo, aprile e maggio. I riproduttori si portano in acque poco profonde e veloci, dove la femmina allestisce un nido rudimentale scavando con colpi di coda piccole nicchie sul substrato ciottoloso o ghiaioso del corso d'acqua, dove vengono deposte le uova, di diametro variabile trai 2 ed i 3 mm ed in numero pari a 6.000 - 7.000 per Kg di peso (Forneris, 1989). Dopo la fecondazione le uova vengono ricoperte con ghiaia e piccoli ciottoli. Lo sviluppo del temolo è stato seguito in condizioni sperimentali da Penaz (1975) a temperatura costante e da Kokurewicz et al. (1980), a temperature variabili tra i 3 ed i 23 °C. Secondo questi Autori il range ottimale per lo sviluppo embrionale è compreso tra i 7 ed i 13 °C e corrisponde all'aumento graduale che avviene in condizioni naturali dalla fecondazione alla schiusa dell'uovo. In condizioni sperimentali lo sviluppo completo è avvenuto in 37 giorni a 3,3 °C e 7 giorni a 16,7 °C, a temperatura costante, corrispondenti mediamente a 172 gradi giorno. Questo valore è molto simile a quello di 180 - 200 gradi giorno riportato da Gandolfi et al. (1991). Sommani (1954) riporta alcuni studi sull'alimentazione delle fasi larvali e giovanili del temolo condotti in condizioni sperimentali, sia in cattività, sia in ambiente naturale, durante le quali le larve hanno mostrato di nutrirsi esclusivamente di alimento vivo, plancton e microfauna bentonica. L'alimentazione degli adulti è costituita da larve acquatiche e dalle fasi adulte di insetti, da crostacei e gasteropodi. Gli esemplari di taglia maggiore possono manifestare tendenze ittiofaghe.

Distribuzione
Il genere Thymallus è ad ampia distribuzione olartica, ed è diffuso in molti corsi d'acqua ed ambienti lacustri europei. In Italia risulta indigeno nella pianura padana (Tortonese, 1970), in particolare negli affluenti di sinistra del fiume Po, in quelli di destra fino al bacino del Tanaro e nei diretti tributari dell'alto Adriatico. Il suo areale di distribuzione originario coincide sostanzialmente con quello di Salmo [trutta] marmoratus. In Piemonte il temolo è presente con popolazioni talora abbondanti negli affluenti di sinistra del Po con maggiore portata, nel Maira, nel Varaita e nel bacino del Tanaro (Regione Piemonte, 1991) e mantiene popolazioni stabili nei tributari di sinistra del Po lombardi e nei maggiori corsi d'acqua del Triveneto (Marconato et al., 1986) ed in alcuni ambienti di risorgiva. In passato si è tentato di introdurre il temolo in alcuni corsi d'acqua dell'Appennino ligure ed emiliano ed in Italia centrale, con risultati differenti. Nel bacino del fiume Vara (La Spezia) la specie non sembra aver attecchito (Bonini et al., 1990) nonostante ripetute immissioni di stadi giovanili ed adulti, mentre risultati positivi si sono avuti nel bacino del Trebbia, ed in particolare sull'Aveto, dove attualmente è presente una popolazione di temoli ben strutturata ed automantenentesi (Borroni, 1995; Marconato, rif. pers.). In provincia di Torino il temolo è abbondante nel fiume Po a monte di Torino, nella Dora Baltea e nei torrenti Orco e Stura di Lanzo. Popolazioni più ridotte sono presenti nel bacino del Pellice.


Centro Regionale per la Tutela della Biodiversità degli Ambienti Acquatici
Ulteriori informazioni sulla biodiversità possono essere reperite sul sito www.interreg3aaqua.com
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