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Ittiofauna regionale (pagina in fase di sviluppo)

Trota marmorata

Temolo

Luccio

Alborella

Barbo

Alborella - Alburnus alburnus alborella (De Filippi, 1844)
Autoctono

Tassonomia
Ordine Cypriniformes, famiglia Cyprinidae, genere Alburnus. Caratteri diagnostici: i caratteri utili per il riconoscimento della specie sono il numero dei raggi completi della pinna anale (14 - 18), superiore a quello (12 - 15) relativo all'altra specie indigena delle acque italiane, l'alborella meridionale Alburnus albidus, la posizione della bocca tipicamente supera ed il corpo relativamente slanciato. La colorazione è bruno verdastra, con riflessi metallici sul dorso e sui fianchi. Le pinne sono grigie. La taglia massima raggiungibile è di circa 16 cm. La sistematica dell'alborella è stata studiata da Tortonese (1975) e, più recentemente, da Bianco (1980) e da Gandolfi e Zerunian (1987). Le popolazioni italiane costituiscono una sottospecie della forma nominale Alburnus alburnus, ad ampia distribuzione europea, dalla quale si differenzia per alcuni caratteri meristici.

Habitat
L'alborella popola i tratti inferiori a lento decorso di fiumi e torrenti, nelle zone "a ciprinidi limnofili", ed è presente con ampie popolazioni nei grandi laghi subalpini, in laghi e stagni della pianura e delle zone collinari (Gandolfi et al.,1991). Nei tratti planiziali dei grandi fiumi costituisce spesso la componente numerica prevalente, mentre il suo contributo alla biomassa complessiva, a causa delle ridotte dimensioni, è trascurabile.

Biologia
La maturità sessuale viene raggiunta al secondo anno dalle femmine ed al primo anno da parte dei maschi (Negri, Arlati, 1996). La massima fecondità viene raggiunta al quarto anno di vita. La riproduzione avviene nel periodo tardo primaverile - estivo, nei mesi di giugno - luglio. La deposizione avviene su fondali sabbiosi o ghiaiosi, in prossimità della riva. Le uova hanno un diametro di circa 1,5 mm. Ogni femmina depone circa 1000 - 2500 uova. Durante il periodo riproduttivo i maschi presentano sul capo, sul dorso, sui fianchi e sulle pinne i caratteristici tubercoli nuziali, tuttavia meno sviluppati di quanto osservato in altri ciprinidi (Gandolfi et al., 1991). La specie è onnivora e la dieta variabile nelle stagioni. Durante l'estate prevale l'attitudine fitofaga, abbandonata durante il resto dell'anno per una dieta più carnivora, basata principalmente su larve di insetti acquatici. La dieta nei laghi alpini è essenzialmente a base di zooplancton, alghe e larve di insetti, variando in funzione del grado di trofia del lago e dei cicli produttivi stagionali degli organismi zooplanctonici (Giussani, Grimaldi, 1975).

Distribuzione
L'alborella è una specie indigena dell'Italia settentrionale, delle Marche e della parte settentrionale della Toscana, distribuita nei corsi d'acqua e nei laghi e stagni planiziali e collinari. Recentemente l'alborella ha avuto un'espansione dell'areale di distribuzione, in relazione a ripopolamenti effettuati nella parte centro - meridionale della penisola. L'introduzione dell'alborella nei corsi d'acqua meridionali ha determinato la contrazione delle popolazioni di Alburnus albidus, endemico della parte meridionale della penisola. Le popolazioni di alborella presenti in Italia, nonostante l'incremento di areale artificiosamente indotto dai ripopolamenti, sono in fase di contrazione progressiva e costante nelle zone di distribuzione originarie, come dimostra la diminuzione della quantità del pescato in alcuni laghi, iniziata a partire dagli anni '80. Parte della responsabilità del declino di questa specie deve essere attribuita all'eccessivo sforzo di pesca, ma sembrano essere soprattutto l'aumento del grado di trofia dei laghi e l'introduzione di specie competitrici e predatrici le principali cause della diminuzione dell'alborella. L'introduzione della pseudorasbora (Pseudorasbora parva) ha, ad esempio, determinato la progressiva eliminazione e sostituzione dell'alborella nei corsi d'acqua della bassa pianura emiliana. In provincia di Torino l'alborella risulta presente nei tratti di pianura dei principali affluenti del Po, risultando abbondante in alcuni tratti del Po stesso e nei torrenti Malone, Orco e Chisola.


Centro Regionale per la Tutela della Biodiversità degli Ambienti Acquatici
Ulteriori informazioni sulla biodiversità possono essere reperite sul sito www.interreg3aaqua.com
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